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Cosa succede se a fare acquisti è Amazon?

Pubblicato il: 3 luglio 2017

Quando Amazon va a fare la spesa, compra…i supermercati!

 

Pensa in grande il colosso dell’ecommerce, segnando con un solo colpo due nuovi primati. Con l’acquisto della catena di supermercati bio Whole Foods Market, infatti, Amazon compie la più corposa operazione di acquisizione in termini finanziari nella sua storia e paga il prezzo più alto offerto per una catena di supermercati (13,7 miliardi di dollari).

 

È certamente vero che, nel corso degli anni, il gigante delle vendite online ci ha abituato agli annunci shock e dai risvolti innovativi e futuristici.

 

Attualmente eravamo fermi alla notizia dei supermercati senza cassa e stavamo ancora immaginando il futuro delle consegne a domicilio con i droni, ed eccolo ad oggi che compie un passo così improvviso quanto significativo nel mondo dell’offline.

Ma cosa c’è dietro questa mossa? Qual è la strategia seguita da Amazon?

 

Potrebbe esserci solo una mera scelta logistica che porta a utilizzare i supermercati come centri di smistamento e di consegna dei propri prodotti da parte di Amazon, ricavandone un buon tasso di risparmio sulle spedizioni.

 

Potrebbe esserci una banale tendenza a seguire le tendenze, mettendo le mani in pasta su uno dei settori alimentari maggiormente in crescita negli ultimi tempi, ossia il food bio e naturale. Amazon, con la sua rete capillare di consegne a domicilio, può permettersi rispetto alla concorrenza, di abbassare gli attuali prezzi dei prodotti biologici e, di conseguenza, diventare leader di un settore in forte espansione.

 

Considerando la grande lungimiranza nelle analisi e negli investimenti che ha portato Amazon al terzo posto nella classifica mondiale del valore dei brand, verrebbe da pensare che dietro ci sia una strategia molto più strutturata e di ampio respiro, che il colosso di Seattle sta cercando di mettere in atto e con ottimi risultati.

 

Amazon, nato nel 1994 da Jeff Bezos, si afferma agli inizi come rivenditore online di libri ma in brevissimo tempo inizia a diversificare la propria offerta e i propri campi di investimento.

 

Fermo nella mente dei consumatori come il più grande marketplace digitale, distinguendosi per la competitività dei prezzi e la fidelizzazione del cliente, Amazon è soprattutto altro.

 

Rappresenta uno dei maggiori fornitori di servizi Tech alle aziende e, ad oggi, è presente nel settore della vendita al dettaglio, della logistica, della tecnologica di consumo, dell’intelligenza artificiale con Alexa e altri prodotti smart home, dell’entertainment attraverso Prime Video e ha appena annunciato di stare per entrare nel mondo dei finanziamenti alle imprese.

 

Si è imposto come leader nel settore e-commerce, ha raggiunto le vette dell’economia globale, ha modificato il nostro modo di essere consumatori e ora si inserisce anche nei rapporti B2B. E tutto questo in meno di un quarto di secolo…se non è lungimiranza questa!

 

L’acquisizione dei Whole Foods Market, che ha sbalordito e disorientato gli investitori e gli analisti economici, rientra molto probabilmente in questo grande e ambizioso progetto che Amazon porta avanti fin dalla sua nascita: offrire servizi a 360°, partendo dall’online ma non disdegnando il mondo dell’offline.

 

Allora, proviamo a capovolgere il punto di osservazione. Piuttosto che fare analisi e previsioni su quali vette toccherà nel futuro prossimo Amazon, proviamo a predire quali saranno gli sviluppi dell’economia globale partendo da un’osservazione analitica delle azioni e operazioni di Amazon.

 

L’agenzia finanziaria Bloomberg parla di “scossa di terremoto nel mondo della distribuzione, che con questa operazione vede abbattere i confini tra il commercio fatto di pixel e pagamenti elettronici e quello fatto di strutture fisiche e prodotti a portata di mano”.

 

Per ora possiamo intuire che un futuro trend che garantirà un’ottima competitività sarà proprio l’integrazione fra il mondo dell’online e l’offline, fra il mondo virtuale e quello materiale.

 

Lungimiranza è la parola chiave della strategia di Amazon, che per adesso la sta conducendo verso appunto la convivenza pacifica fra lo shopping in pixel e quello sensoriale.

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