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La matematica ai tempi delle applicazioni

Pubblicato il: 30 ottobre 2017

Le equazioni fra i compiti di scuola: un nemico da sconfiggere per migliaia di studenti. Conti che non tornano, “soluzioni creative” frutto dell’arbitrio più che del calcolo, passaggi risolutivi che complicano e si moltiplicano…insomma una lotta logorante che non sempre si conclude con una vittoria. E vogliamo parlare dei logaritmi??!!

 

Praticamente, si procede secondo il consolidato approccio “per tentativi ed errori”, molti tentativi e altrettanti errori! Oppure si può ricorrere all’app per risolvere equazioni.

 

Fino a pochi anni fa, tra i banchi di scuola, intere generazioni hanno sognato futuristici robot che al posto loro potessero risolvere i complicati calcoli matematici e avere la soluzione a portata di mano.

 

Sono le stesse generazioni di adulti o quasi che ora “rosicano” per la fortuna dei ragazzi di oggi che la soluzione ce l’hanno a portata di app! Nello specifico, di app per risolvere equazioni. Si chiama PhotoMath ed è un’applicazione mobile gratuita capace di risolvere qualunque (o quasi) problema matematico semplicemente inquadrandolo con la fotocamera dello smartphone.

 

L’app per risolvere equazioni funziona come una calcolatrice molto sofisticata, con una fotocamera con funzionalità integrata di riconoscimento del testo, in grado di convertire l’immagine in numeri e simboli da elaborare.

 

Attraverso l’uso della fotocamera dello smartphone, PhotoMath scansiona e risolve espressioni aritmetiche, frazioni e numeri decimali, potenze, radici, espressioni algebriche, equazioni e disequazioni lineari o di secondo grado, logaritmi, problemi di trigonometria, funzioni esponenziali e logaritmiche, funzioni derivate e integrali.

 

L’aspetto che rende l’app per risolvere equazioni un valido supporto scolastico è dato dal fatto che non si limita a fornire il risultato corretto ma illustra tutti i passaggi del procedimento di risoluzione. Il che consente di avere una visuale completa dello svolgimento che porta alla soluzione per comprendere i meccanismi di calcolo.

 

Sono molte ormai le applicazioni che ruotano intorno alla matematica, tra queste PhotoMath è solo la più completa. Ne scaturisce un dilemma: è cosa buona e giusta consentire l’uso di questi strumenti agli studenti? Nel caso specifico dell’app per risolvere equazioni, quanto può essere vantaggioso per i ragazzi scattare una foto e attendere il risultato?

 

Come accade a ogni introduzione di una nuova tecnologia, si creano due schieramenti opposti. E, come sempre, non ci sarà una fazione vincente, perché i sistemi educativi sono diversi e diverse le prospettive di chi li adotta.

 

Forse, però, potremmo iniziare a imparare dal passato sfruttando le potenzialità del futuro. Proibire l’uso di queste applicazioni non impedirà agli studenti di utilizzarle. Prospettarne un uso consapevole potrebbe, invece, permettere che diventino utili strumenti da accostare all’insegnamento tradizionale.

 

Spingendo in un paragone un po’ forte, le armi nucleari esistono, ci sono, ma è la consapevolezza delle loro potenzialità e delle loro conseguenze che ne evita lo sgancio a ogni crisi geopolitica. Anche le app per risolvere equazioni, o più in generale le app di matematica, esistono e ci sono. Spiegare le loro potenzialità e suggerirne un uso critico potrebbero essere la chiave di volta per trasmettere il messaggio alle nuove generazioni: non è la tecnologia che ci domina ma siamo noi ad avere il controllo della tecnologia.

 

Questo dovremmo trasmettere come messaggio: senso critico e consapevolezza, in fondo lo diceva anche Albert Einstein “un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno”.

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