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Batteria del telefono: immortale o in via di estinzione?

Pubblicato il: 7 agosto 2017

Pronti per partire per le vacanze estive? Preparata la valigia? Preso tutto, almeno l’indispensabile? Documenti, chiavi, occhiali da sole, telefono. Il caricabatteria!

 

E se potessimo permetterci il lusso di dimenticarlo? Il caricabatteria intendiamo!

 

La ricerca tecnologica sta lavorando per risolvere il problema, anzi per eliminarlo, partendo da ricerche su componenti e materiali che consentono la creazione di batterie con sempre più elevata autonomia a quelle che riducono a pochi secondi i tempi di ricarica, fino ad arrivare a studi che cercano il modo per eliminare definitivamente la batteria dei nostri smartphone.

 

I ricercatori del Michigan e di Cornell hanno realizzato un nuovo materiale magnetoelettrico e multiferroico che consente ai processori dei telefoni di utilizzare 100 volte meno energia di quella attualmente necessaria.

 

Per capire meglio, in pratica, potremo caricare la batteria del telefono prima di partire per le vacanze e poi dimenticarcene fino all’arrivo dell’autunno.

 

Grazie a questo studio, pubblicato sulla rivista Nature, «potremmo dover ricaricare il nostro telefono solo 4 volte in un anno».

 

Cosa che, oltre a liberarci dall’ansia di portarci dietro in ogni dove il caricabatteria del telefono e dal panico quando non abbiamo a disposizione una presa elettrica, avrebbe un impatto molto positivo sul consumo globale di energia, considerando che entro il 2030 si prospetta che l’elettronica potrebbe consumare dal 40 al 50% dell’energia totale.

 

Ad oggi, i processori funzionano attraverso un sistema che sfrutta un continuo flusso di energia. L’innovativo meccanismo di carica del telefono, invece, si basa su un processo che utilizza “sottili strati di atomi che costituiscono una pellicola polarizzata, in grado di passare dal polo negativo a quello positivo solo con un piccolo impulso di energia”. Questo passaggio è stato applicato dai ricercatori alla trasmissione del codice binario utilizzato dai computer, permettendo così di inviare e ricevere dati con il solo utilizzo di una piccola porzione di elettricità.

 

Se con questa ricerca si sta cercando un modo per effettuare meno cariche, un altro studio, proveniente dalla Drexel University di Philadelphia, prova a ridurre i tempi di carica della batteria del telefono.

 

Anche in questo caso, l’innovazione proviene da un nuovo materiale, denominato MXene, un composto di ossido, carbonio e metallo, che, almeno dai primi esperimenti, permette di eseguire una carica della batteria del telefono in pochi secondi, senza intaccare la capacità di conservazione della stessa.

 

C’è chi, invece, cambia completamente prospettiva. Invece di migliorare i modi e i tempi di carica della batteria del telefono, un gruppo di ricerca dell’Università di Washington, finanziato anche dalla National Science Foundation e da Google Faculty Research Awards. ha realizzato il primo prototipo di cellulare senza batteria, il “battery free cellphone”.

 

Si tratta di un cellulare in grado di svolgere le funzioni fondamentali traendo energia dalle vibrazioni che si generano nel microfono o negli altoparlanti quando si fa o si riceve una chiamata.

 

Partendo dal presupposto che la conversione dei suoni in dati digitali rappresenta uno dei passaggi che consumano più energia negli attuali cellulari, questo nuovo prototipo si basa su un assunto completamente diverso: non più energia elettrica per supportare i processi, ma le onde radio e la luce.

 

Esistono già tecnologie senza batteria che si basano sull’energia ricavata dall’ambiente, ma presentano il limite di poter essere utilizzate a intermittenza, per dare il tempo al dispositivo di incanalare nuova energia.

 

Lo sviluppo futuro ci dimostrerà se è possibile superare questo ennesimo ostacolo. Nel frattempo, insieme a chiavi, documenti e occhiali, portatevi dietro il buon vecchio caricabatteria.

 

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