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Dark web: la parte più nascosta della Rete

Pubblicato il: 8 maggio 2017

Lo sapevate che il dark web, la parte oscura del web nascosto, non è…web?

 

In che senso? Arriviamoci per gradi, o meglio per profondità!

Innanzitutto, cos’è precisamente il dark web? E il deep web? Qual è la differenza fra web oscuro e web nascosto?

 

Si stima che il web, ma è solo una stima perché stabilire la dimensione esatta è impossibile, sia composto da oltre 550 miliardi di pagine e, di queste, Google, il maggiore motore di ricerca della Rete, ne indicizza solo 2 miliardi, ossia l’1%!

 

Solo la punta di un iceberg, dunque! E il resto?

Il resto è il deep web, il web nascosto, che, sempre a livello di stima approssimativa, si crede essere 500 volte più grande del web visibile. La parte corposa del blocco di ghiaccio.

 

Come tutti gli oceani, fisici o virtuali che siano, il deep web è popolato di specie tra le più disparate, ma non necessariamente cattive o pericolose. Infatti, il web nascosto si compone di reti private aziendali, di siti non ancora indicizzati, di tutte quelle risorse informative che, per vari motivi, non sono visualizzati tramite una semplice query su un motore di ricerca, ma che sono la vera struttura portante del World Wide Web.

 

Attenti però a non addentrarvi troppo tra i fondali oceanici, perché potreste ritrovarvi in una zona oscura ricca di insidie, il cosiddetto dark web.

 

Il dark web è una parte del web nascosto, al quale comunque non è possibile accedere attraverso una normale connessione Internet, in quanto si poggia su reti specifiche definite genericamente Darknet.

 

L’accesso a queste reti si effettua tramite l’uso di particolari software, tra cui il più famoso è Tor, che oltre a fare da collegamento tra Internet e l’omonima Darknet, assicura il perfetto anonimato agli utenti.

 

La maggior parte di siti presenti in Tor hanno dominio .onion e la valuta con cui fare transazioni è il bitcoin. Per poterci navigare dentro, esistono delle liste compilate di link come la Hidden Wiki oppure si trovano le coordinate all’interno di forum di utenti.

 

Può capitare spesso, inoltre, che, proprio per garantire la sicurezza e l’anonimato, le pagine cambino indirizzo, oppure vengano chiuse dai proprietari o dalle cyber security.

 

Sintetizzando: esiste il web visibile (tutta quella parte della Rete raggiungibile attraverso un motore di ricerca) ed è grande. Poi, c’è il deep web (o web nascosto, o web sommerso) ed è immenso. In questa immensità c’è il dark web (o web oscuro), una piccola parte tenebrosa, accessibile solo attraverso specifici software, dove regna l’anonimato e si possono fare incontri di qualsiasi tipo.

 

Al suo interno si può trovare di tutto, soprattutto se è illegale: scambio di droghe, forum di hacker, compravendita di armi, pornografia, pedofilia, traffico di organi di esseri umani e killer da assoldare.

 

Da oggi, però, la parte oscura del web nascosto è un po’ meno sfuggente, grazie a uno studio effettuato da un gruppo di ricerca del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che ha realizzato, per la prima volta, una mappa del dark web.

 

Un primo risultato fornito dallo studio è che il dark web si compone di circa 25 mila pagine oscure, ma il dato che stupisce è che di queste solo 7 mila hanno una connessione (links) fra loro. Tanto da far iniziare a pensare che usare il termine web per definire questa realtà sia perlomeno impreciso, se non completamente errato. Di fatto, solo il 13% delle pagine all’interno del dark web sono connesse fra loro.

 

Questo può significare che le azioni e gli scopi di chi naviga nel dark web sono completamente diversi e sicuramente meno social rispetto alle logiche che, invece, guidano gli utenti del web visibile.

 

Non parte di un tutto, ma isole sconnesse che vivono di vita propria.

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