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Lo stato di salute dell’e-commerce in Italia

Pubblicato il: 19 giugno 2017

Lo sapevate che l’e-commerce in Italia sta bene ma non benissimo? Avrebbe bisogno di una bella dose di integratori rinforzanti!

 

Fino a qualche anno fa, neanche troppi, si diceva che l’e-commerce era il futuro. Ora che il futuro è arrivato, perché le vendite online sono il presente, come viene vissuto?

 

Il Rapporto “e-commerce in Italia 2017”, presentato dalla società Casaleggio Associati, ci offre uno sguardo su questo presente, ottenuto attraverso un’indagine on line su oltre 3000 aziende operanti nel settore e interviste di approfondimento con alcuni dei principali operatori del mercato.

 

Si stima che il mercato e-commerce B2C abbia raggiunto nel 2016 il valore di 1.915 miliardi di dollari, crescendo di circa 200 miliardi di dollari in più rispetto all’anno precedente.

 

Senza colpi di scena, il mercato è trainato soprattutto dagli Stati Uniti, con i grandi colossi del settore Amazon ed eBay, e dalla Cina che, grazie al gruppo Alibaba, guida l’area Asia-Pacifico, che attualmente è il più grande market e-commerce mondiale, favorito anche da processi socio-economici come l’espansione delle classi medie, la diffusione del mobile, i miglioramenti del sistema logistico e delle infrastrutture.

 

Per quanto riguarda il rapporto tra l’offline e l’online, si registra un’intensificazione della competizione tra i giganti dell’e-commerce e il retail tradizionale, che vede i primi in netto vantaggio. Solo negli Stati Uniti, 2.880 negozi fisici hanno chiuso dall’inizio dell’anno e tra i grandi negozi multimarca alcuni stanno chiudendo definitivamente, mentre altri abbandonano i punti vendita per concentrarsi soltanto sull’E-commerce.

 

Ridimensionando lo sguardo solo sul nostro Paese, il mercato e-commerce in Italia registra risultati positivi in tutti settori, generando nel 2016 un fatturato di 31,7 miliardi di euro e crescendo complessivamente del 10% rispetto al 2015.

 

I settori che hanno la maggior fetta di mercato sono quelli del tempo libero (43%, che cresce in valore assoluto soprattutto grazie alla spesa nel gioco online) e del turismo (31%), arrivando insieme a rappresentare il 74% dell’intero fatturato e-commerce. Ma i settori che crescono maggiormente rispetto agli anni precedenti sono salute e bellezza e alimentare.

 

E-commerce in Italia: mercato capital intensive 

L’e-commerce in Italia, ma anche altrove, è un mercato capital intensive, ad alta intensità di capitale. Il che significa, banalmente tradotto, che chi ha i capitali da investire cresce, chi non riesce a trovarli soccombe. I più grandi crescono e i più piccoli arrancano dietro come possono e fino a quando resistono.

 

Diventa cruciale quindi il buon funzionamento di un sistema di finanziamento alle imprese per il settore dell’e-commerce in Italia che gli consenta di competere ad armi pari con i grandi attori esteri che entrano sul mercato italiano.

 

È a questo che si riferiva la frase iniziale dell’articolo, quando si accenna alla necessità di somministrare qualche integratore, capsule vitaminiche di finanziamento alle aziende italiane, le quali, rispetto agli altri Paesi europei, ricevono incentivi decisamente minori.

 

E-commerce in Italia: i trend del 2017 

APP Web Agency - LoSapevateChe-Trend E-Commerce 2017Per il 2017, i dati mostrano alcune tendenze che diventeranno presto cruciali per competere nel mercato dell’e-commerce in Italia. Tra quelle più significative ritroviamo:

 

Vendere all’estero

Si prevede che entro il 2020, vi sarà un miliardo di persone che effettueranno acquisti online oltre confine e l’area Asia-Pacifico sarà il luogo di origine per eccellenza degli acquisti. Presidiare questi mercati potrà fare la differenza.

 

Semplificazione dei pagamenti

Nel 2016, oltre la metà degli acquirenti e-commerce ha abbandonato il carrello prima di effettuare l’acquisto, perché non era disponibile il metodo di pagamento desiderato.

 

Personalizzazione in real time

Grazie all’enorme mole di dati e alle loro possibili aggregazioni, è possibile trarre profili e abitudini di acquisto che conducono alla creazione di identikit precisi e puntuali dei consumatori tanto da poter realizzare esperienze di shopping  uniche per ogni singolo utente e per lo stesso in momenti differenti.

 

Intelligenza artificiale e chatbox

Si vedranno sempre più interazioni fra gli utenti e i chatbox, cosa che rende l’esperienza di acquisto più interattiva e favorisce le conversioni. Infatti, i consumatori che utilizzano il servizio di live chat spendono in media tra il 5% e il 30% in più, e il tasso di conversione è da 5 a 10 volte superiore dopo una sessione di chat.

 

 

L’E-commerce in Italia e il Digital marketing 

La maggior parte delle aziende e-commerce in Italia (il 58%) dichiara che le attività di marketing online sono estremamente difficoltose, a fronte del 32% (meno di un terzo) che si dichiara soddisfatto dalle attività di promozione online.

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Tra le attività di marketing su cui si investe di più emerge il Keyword Advertising (26%), seguito da SEO (19%), e social media (14%).

 

Gli investimenti di breve termine delle aziende e-commerce in Italia riguarderanno soprattutto il marketing e la promozione, considerate prioritarie dal 33%. Seguiranno gli investimenti volti a ottimizzare l’usabilità e la user-experience del sito (20%) e gli investimenti per il miglioramento dell’infrastruttura tecnologica.

 

Considerando l’impennata delle vendite online e la crescente domanda internazionale per i prodotti del Made in Italy, è arrivato il momento per l’e-commerce italiano di affrontare da protagonista il futuro, quel futuro che stiamo già vivendo.

 

Fonte: Casaleggio.it

 

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