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Libertà sul Web: Attenti alle conseguenze

Pubblicato il: 30 gennaio 2017

Siamo stati abituati a vedere il web come un posto senza regole dove spesso ci si sente protetti dietro uno schermo. Non è novità la presenza di utenti che cercano di anonimizzare il più possibile il proprio account sui social network per permettersi di criticare e talvolta insultare altri utenti e personaggi pubblici.  Molte persone davanti al computer si sentono semplicemente più liberi di esprimere i propri pensieri e interessi che nella vita reale dove ci si sente continuamente sotto un riflettore.

 

In passato internet è stato più volte paragonato ad un Far West, ma se un tempo forse poteva essere così, oggi il web ha le proprie leggi che potrebbero procurarci problemi legali anche a seguito di un gesto familiare che il web ha reso nel tempo per noi scontato.  Siamo davvero liberi di scrivere quello che vogliamo? Possiamo rispondere o mettere like a commenti sui social senza incorrere in problemi legali?

Secondo quanto accaduto nel marzo 2016 ad una guardia penitenziaria la risposta è no!

 

L’agente è stato sospeso per un mese dal lavoro dal Tar regionale dopo aver messo su Facebook un like su un commento di un utente che criticava il comportamento dell’amministrazione del carcere a seguito di un suicidio avvenuto nella prigione. La sospensione è stata considerata legittima perché secondo i giudici il like era un evidente segno di approvazione con conseguenze negative per l’immagine dell’istituzione.

 

Anche a Parma c’è stato un caso analogo. Un uomo ha messo un like su un insulto durante una lite politica tra due donne.  A seguito di un’indagine aperta dal pm sia la donna responsabile dell’insulto sia l’uomo che ha dimostrato l’apprezzamento con il suo like sono stati rinviati a giudizio per diffamazione aggravata.

 

Oppure a Castellano Grotte un uomo è stato denunciato per diffamazione dopo aver apertamente insultato l’arma dei carabinieri sul social a seguito di una contravvenzione ricevuta poco prima. Anche in questo caso la denuncia si è estesa a tutti coloro che hanno messo un like sul post.

 

Da considerare anche che sono sempre di meno i blog e i social che consentono l’anonimato. Questo accade perché per esempio un blog, concedendo l’anonimato ai propri utenti, risponderebbe in prima persona delle azioni dei suoi frequentatori

 

È difficile non pensare quanto sia facile poter cadere in atteggiamenti potenzialmente pericolosi per la nostra fedina penale. Se siete il tipo di persona che da libero sfogo alla propria ira sui social o sui blogs perché si sente protetto vi consiglio di rivedere le vostre abitudini.

 

 

 

 Fonte: Repubblica.it

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