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Ormai siamo tutti un po’ pirati

Pubblicato il: 3 aprile 2017

La pirateria, per lungo tempo, ha tormentato i mari e gli oceani, incutendo panico e terrore. Oggi, invece, naviga, abbastanza indisturbata, nel mare magnum del Web, nonostante gli incessanti tentativi di arginare il problema.

 

Ma scagli la prima pietra chi non ha mai scaricato una canzone o guardato un film in streaming!

 

Tutti sappiamo che è illegale scaricare o guardare in streaming film, canzoni o materiale coperto da copyright, eppure è talmente tanta l’offerta che si trova in Rete da indurci tutti in tentazione. Come si suol dire…l’occasione fa l’uomo ladro!

 

Il nemico è forte e, come ci insegna la Storia, molto probabilmente sarà impossibile sconfiggerlo. Soprattutto se, nella lotta alla pirateria, si continua a utilizzare armi obsolete e strategie fallimentari.

 

Sono anni ormai che gli organi legislativi di tutte le nazioni sfornano leggi, decreti e regolamenti per contrastare la pirateria digitale, che, da anni ormai, si diletta a trovare modi ed escamotage per aggirare leggi, decreti e regolamenti. Un bel cane che si morde la coda!

 

Eppure, una recentissima sentenza del Tribunale di Frosinone va in senso contrario, annullando la sanzione decisa in prima istanza per il gestore dei siti per la condivisione di link a film in streaming filmakers.biz, filmaker.me, filmakerz.org, e cineteka.org.

 

Questi portali ritenuti “pirata”, oltre a essere stati sanzionati con una multa da 600 mila euro, erano stati oscurati, così come prevede l’attuale legge contro la contraffazione e la pirateria.

 

La sentenza in questione, invece, ribalta tutto e afferma che se non è chiaro e dimostrabile lo scopo di lucro, allora l’attività del sito non è illecita.

 

È necessario dimostrare che la singola opera produce introiti rilevanti e, quindi, la presenza di banner pubblicitari nel portale non basterebbe ad accertare il diretto collegamento fra l’aumento di profitto e il link a film in streaming.

 

Tecnicismi giuridici che hanno alzato un polverone, ma che, con molte probabilità, non arriveranno oltre il prossimo grado di giudizio. Anche perché la guerra alla pirateria continua ad avere forti sostenitori, tra cui le major dell’industria cinematografica.

 

In realtà, dalla Storia avremmo dovuto apprendere l’assunto che se il nemico non puoi sconfiggerlo, allora fattelo amico!

 

Soprattutto se, come emerge da molte ricerche effettuate, la fruizione di film in forma gratuita non rappresenta una perdita di profitto per il settore.

 

La maggior parte di questi utenti non avrebbe comunque potuto permettersi di vedere tutta l’offerta al cinema o su piattaforme a pagamento. Infatti, il target di chi scarica o vede in streaming film è rappresentato da giovani con un alto livello di istruzione ma un reddito molto basso.

 

Le case di produzione dovrebbero farsene una ragione: viviamo nell’epoca del file sharing e, nonostante le numerose manovre di repressione, aumenta vertiginosamente la schiera di chi appoggia la filosofia della “free culture”.

 

Piuttosto, una possibile soluzione contro la pirateria potrebbe essere migliorare l’offerta legale.

 

Il successo dei nuovi distributori online di film, dovuto all’abbassamento dei costi e alla qualità dei prodotti, oltre soprattutto alla capacità di capire gli utenti, dimostra chiaramente che la pirateria non ha conseguenze dirette sui profitti di chi opera legalmente nel settore.

 

Non è un caso, se, qualche anno fa, il Responsabile dell’Ufficio Tecnologia di Netflix, la tv streaming più in voga degli ultimi anni, dichiarava già qualche tempo fa che “il modo migliore di combattere la pirateria non è sul piano legale o giudiziario, ma dando buone opzioni legali ai consumatori”.

 

 

Fonte: Repubblica.it

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