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I risvolti psicologici della dipendenza da Internet: uno, nessuno, centomila

Pubblicato il: 10 aprile 2017

Lo sapevate che il Web ha creato nuove patologie?

 

La prima è sicuramente la dipendenza da Internet.

 

Dai risultati delle ricerche dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, emerge che la quasi metà degli adolescenti (su un campione di 8000 ragazzi di 18 regioni italiane) presenta problemi di dipendenza da Internet. Infatti, circa 5 su 10 dichiarano di passare dalle 3 alle 6 ore con lo smartphone in mano, mentre uno su dieci ci trascorre oltre 10 ore.

 

Togliendo le ore passate a scuola, necessariamente il tempo non basta e dunque…si rinuncia a dormire: 6 adolescenti su 10 rimangono svegli fino all’alba a chattare, parlare e giocare.

 

Altro che rivoluzione, questa sembra assuefazione pura, una vera e propria dipendenza da Internet a tutti gli effetti.

 

Tutti, ma proprio tutti, tengono sotto controllo il telefono costantemente, giorno e notte, e il 15% di essi si sveglia quasi tutte le notti per accertarsi se ha notifiche e messaggi da leggere.

 

Questa dipendenza da iperconnessione come influisce sul comportamento degli adolescenti, sulla loro formazione?

 

La quasi totalità degli adolescenti (il 95%) ha aperto e gestisce almeno un profilo sui social network, ma la maggior parte di loro arriva ad avere contemporaneamente 5-6 profili, più 2, se non 3, app di messaggistica istantanea. Nello specifico, il 69% ha un profilo Facebook, il 67% è collegato anche a Instagram, il 66% ha un canale YouTube, il 47% è presente su Snapchat. Meno seguito hanno social media come per Ask (22%), Twitter (16%) e Tumblr (15%). Il dato più preoccupante è che il 14% di questi adolescenti gestisce anche un profilo finto, sconosciuto ai genitori.

 

È innegabile che il contesto influenza azioni e reazioni. Seduti al banco di scuola, mantengono un contegno che abbandonano al tavolo della pizzeria. Su Facebook postano e commentano con un atteggiamento diverso dall’interazione faccia a faccia. E fin qua nulla di sconvolgente e neanche di inaudito.

 

Uno, nessuno, centomila! Ve lo ricordate? Scritto quando Internet e il Web ancora non erano neanche un’idea, eppure è perfettamente adattabile alle dinamiche che coinvolgono la vita in Rete, soprattutto quella degli adolescenti che è ancora un’esistenza “work in progress”.

 

Il personaggio pirandelliano scopre di indossare tante maschere, centomila appunto, in base a chi si trova davanti. L’individuo è uno, è tanti e, allo stesso tempo, è nessuno. Così anche sul Web. Gli adolescenti indossano una personalità diversa per pubblici diversi: possono essere forti nelle logiche di gruppo, fragili di fronte a esperienze nuove.

 

Associate alla dipendenza da Internet insorgono nuove patologie.

 

La “like addiction, ad esempio, ossia il bisogno di accumulare like. Dietro questa smania si nasconde il bisogno di approvazione, che se viene a mancare comporta un condizionamento negativo dell’umore e della fiducia in se stessi (il 34% ci rimane molto male quando raggiunge pochi like).

 

Strettamente legata a questo bisogno, troviamo l’esigenza di plasmare il proprio corpo sulla base dei criteri dettati sui social network, ed ecco che è subito dieta da selfie! Il 13% degli adolescenti ha seguito addirittura una dieta per piacersi di più nei selfie. Circa la metà cambierebbe qualche aspetto del proprio corpo con la chirurgia estetica e ha fatto uso di farmaci per perdere peso e poter somigliare alle tante Fashion Blogger che popolano il Web.

 

E poi ancora la paura di essere tagliati fuori (FOMO – Fear of Missing Out), la nomofobia, ossia l’angoscia di rimanere senza telefono o senza connessione ad internet (vissuta da 8 adolescenti su 10), le insensate e pericolose sfide che nascono sui social e coinvolgono gli adolescenti.

 

Sono solo alcuni dei problemi causati da un’eccessiva dipendenza da Internet, che nel loro complesso rischiano di innescare processi psicologici ben più gravi.

 

Vittime e carnefici di episodi di cyberbullismo, giovani spettatori di stupri di gruppo in diretta Facebook, narcisismo sfrenato versus sentimenti di inadeguatezza, perdita del contatto con la realtà e isolamento sociale…la dipendenza da Internet crea tutto questo? Oppure agisce da cassa di risonanza, dando molto più spazio, rispetto a prima, a istanze e problematiche psicologiche tipiche di un periodo di transizione quale è l’adolescenza?

 

Fonte: Repubblica.it

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