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Social sotto controllo per chi viaggia negli USA

Pubblicato il: 9 gennaio 2017

Per viaggiare negli Stati Uniti d’America già dal 2009 è necessario compilare un’autorizzazione speciale chiamata ESTA (Electronic System for Travel Authorization) prima della partenza; dallo scorso dicembre il Dipartimento di Homeland Security americano ha deciso di apportare dei cambiamenti.

 

L’ESTA essenzialmente è un documento, valido per due anni, che rende più semplice entrare nel nuovo continente e che va a sostituire la richiesta del visto che altrimenti andrebbe richiesto. Non tutte le nazioni, però, possono usufruire di questa facilitazione ma solo gli stati, come l’Italia, che hanno aderito al Visa Waver Program. Nel suo periodo di validità è possibile viaggiare più volte in America senza doverla ricompilare, tuttavia l’ingresso negli States è sempre a discrezione del personale di frontiera americano.

 

La grande novità riguarda l’inserimento di un sistema di controllo degli account social di chi viaggia per gli Stati Uniti. Infatti, secondo Politico, qualsiasi straniero voglia entrare in America deve dichiarare sull’ESTA se sia un possessore di account social come Facebook e Twitter ed esplicitare se collabori allo sviluppo o alla gestione di applicazioni e siti web. Al momento questa novità è in fase di test ed il viaggiatore può decidere se fornire tali in formazioni, ma ben presto diventerà obbligatorio per tutti gli stranieri.

 

Il Dipartimento di Sicurezza americano ha spiegato inoltre che i dati ottenuti dai social network verranno usati sia per attività di controllo sia per contattare l’utente in caso di necessità.  Tutto ciò, secondo le autorità, porterà ad un netto miglioramento del processo investigativo fornendo maggiore chiarezza sulle possibili attività svolte dall’individuo ospite della nazione e garantendo una maggiore sicurezza preventiva.

 

I dati forniti alle autorità, al momento volontariamente, saranno conservati per un periodo di tre anni il quale potrà essere prolungato anche fino a 75 anni per i casi più estremi. Inoltre, le informazioni potranno essere condivise con le agenzie governative, sia dello stato americano sia straniere, qualora vi fosse il sospetto di violazioni delle leggi che non per forza dovranno essere legate ad attività estremiste o terroristiche.

 

Insomma, questa è l’ennesima misura di sicurezza, a discapito della privacy, con cui il cittadino deve scendere a compromessi. È vero che, soprattutto in questo periodo, rafforzare i controlli è fondamentale ma bisognerà vedere se i dati usati saranno solo quelli resi pubblici nei social o se, come probabile, le agenzie governative richiederanno un ulteriore accesso ai dati più sensibili direttamente alle compagnie dei social network rendendoci, così, tutti ancora più controllati.

 

Quindi se siete amanti di Facebook, che è il social più famoso, ma anche della privacy e stavate programmando un bel viaggetto in America, pensateci bene!

 

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