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UberEats e Volvo: il ristorante è un’auto, ma di lusso

Pubblicato il: 27 marzo 2017

Metti, una sera a cena…un’auto di lusso che si presta a taxi, un servizio di consegna, chef stellati e la città di Tokyo come location.

Riesci a sistemare questi elementi in un unico progetto? Beato te! E non sei neanche l’unico. Questo è il nuovo quadro disegnato da UberEats, in collaborazione con la casa automobilistica Volvo e i ristoranti della città giapponese. Ma andiamo per ordine.

 

Si chiama All-Star Restaurant ma non è un ristorante. È un SUV, la Volvo XC90 Excellence, la vettura più lussuosa del gruppo svedese.

 

È un servizio di consegna di cibo ma non a domicilio. È UberEats, sistema di food delivery, presente già in 44 paesi, che prevede, in questo caso, la cena consegnata in auto…da parte di un corriere in bicicletta!

 

Si tratta di un’offerta di cucina gourmet ma consegnata fino a mezz’ora dopo essere stata approntata. E si sa che le qualità culinarie di un piatto sono inversamente proporzionali al tempo trascorso dalla preparazione al suo consumo. Per non parlare dello stress di mangiare in movimento.

 

Cerchiamo di raccontare quest’esperienza, definita dai suoi ideatori una “rolling gastronomic adventure”.

 

Lui: “Cara, stasera andiamo a cena fuori”,

Lei: “Wow! E dove?”

Lui, orgogliosamente: “Sul sedile posteriore dell’auto”

Lei, preoccupata: “Pronto, la Neuro?”

 

Se lei accetta senza esitazioni, è vero amore!

 

E, dunque, si noleggia, con conducente, la Volvo XC90. Una volta a bordo, potrete ordinare, tramite l’app di UberEats, i vostri piatti scelti su una vasta gamma di proposte dei migliori ristoranti della città e, nell’attesa, godervi il panorama seduti su comodi sedili in pelle. Dopo che il corriere di UberEats vi ha raggiunto – ribadiamo nuovamente – in  bici, la vostra cena ha inizio, sempre percorrendo le strade della suggestiva Tokyo.

 

Immagina, puoi! Recitava uno spot pubblicitario. Ma, forse, in questo caso, l’immaginazione è sfuggita di mano.

 

La nuova frontiera può essere cenare sul sedile posteriore di un’auto, confortevole e lussuosa quanto sia, con del cibo consegnato da un ragazzo che vi corre dietro in bici, costretti dalla cintura e con l’ansia che la zuppa si riversi addosso con una frenata improvvisa?

 

Ben vengano progetti nuovi di Sharing Economy e di On demand Economy. Arricchiamo i temi dell’Economia delle Esperienze. Ma non dimentichiamo che solo ciò che migliora lo stato delle cose è veramente innovativo.

 

Il tempo ci dirà se questa proposta riscuoterà successo, nel frattempo, immaginiamo possibili sviluppi e chiudiamo la riflessione con una frase del film citato all’inizio: “ma allora è proprio vero che una cosa, anche se non ti piace, a furia di trovartela davanti si finisce per assaggiarla…”

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